Cerimoniale della Vittoria

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Il cerimoniale che Bondeno ha voluto dedicare al centenario della “Vittoria” nella Prima Guerra Mondiale intende riscoprire una guerra “quasi dimenticata”. A causa, secondo il sindaco di Bondeno, Fabio Bergamini, «delle atrocità della Seconda Guerra Mondiale. Per ricordare il valore dell’appuntamento del 4 novembre, centenario della “Vittoria” e della fine della Prima Guerra Mondiale, non abbiamo voluto limitarci a ricordare la fine del conflitto, ma anche la vittoria della stessa da parte dell’Italia. In quanto – spiega – abbiamo sconfitto un impero secolare come quello Austro-Ungarico (ultima proiezione del Sacro Romano Impero), che soltanto Napoleone era riuscito a piegare. Inoltre, vanno ricordati i caduti, coloro che patirono immani sofferenze», arrivando come esuli dal Friuli, dal Veneto anche in Emilia-Romagna.

Il simbolo che il Comune ha voluto inserire nell’immagine che capeggia sul flyer predisposto per contenere i vari appuntamenti legati all’avvenimento è la “catena” che si trova raffigurata anche nell’atrio del municipio e che ricorda quella del monumento “La Madre”, collocato sui giardini di viale Pironi.

Tra gli avvenimenti in programma, anche la presentazione il 4 novembre (nel pomeriggio della festa, alla sala 2000) del libro di Bracciano Lodi ed Edmo Mori. I quali hanno contestualizzato l’epoca del conflitto a Bondeno, nel libro: “1918-2018. Cento anni dalla fine della Prima Guerra Mondiale: Bondeno ricorda i primi vent’anni del ‘900” . Colmando così un ulteriore tassello della storia del territorio, in una pubblicazione voluta dal Comune e nella quale ha curato una prefazione lo stesso sindaco Bergamini. Gli avvenimenti di contorno alla grande cerimonia del 4 novembre (Giornata delle Forze Armate) sono molteplici: la mostra sull’Aeroscalo-dirigibili di Ferrara (il 26 ottobre, ore 20,30, alla Società Operaia); le esposizioni di hobbistica (in ricordo di Fabrizio Borsari originario di Bondeno) inaugurate in pinacoteca, il 27 ottobre (ore 16) incentrate sul modellismo navale. Quindi, il 28 ottobre, i cori Val Padana di Casumaro, Amici del Bosco di Sant’Agostino e Gian Carlo Scagliarini di Vigarano rievocheranno i canti della Grande Guerra, alla sala 2000 (ore 20,30). Anche i monumenti ai Caduti del territorio, per l’occasione, sono stati riportati agli antichi splendori da un’eccezionale opera di manutenzione, da parte di Roberta Baruffaldi (già restauratrice del duomo) al termine di un’operazione finanziata dal Comune. Nell’atrio del municipio verrà inaugurata una riproposizione di una trincea bellica.

Passaggio istituzionale doveroso il 4 novembre, con la s. messa alle ore 10 in duomo e la deposizione delle corone ai Caduti, in particolare al monumento denominato “La Madre”. «Non essendoci più reduci del Primo conflitto mondiale – ricorda Bergamini – quel giorno verrà dedicato un cippo a tutti coloro che combatterono tra il ’15 e il ’18. Con la piantumazione dell’albero della “Vittoria”». Non mancherà un concerto, sempre il 4 novembre (ore 16, alla sala 2000) a cura della Filarmonica “G. Verdi”. Recenti lavori hanno portato a fare emergere tre cippi dell’epoca, con l’iscrizione: “Lux Eris”, con i nomi di Luigi Bonifazi, Aldo Magri e Medato Budri, che combatterono la Prima Guerra Mondiale. Le quali verranno collocate nel cimitero di Burana al termine di una cerimonia nella frazione, in programma l’11 novembre (che partirà dalle ore 9,30, con la messa nella tensostruttura e poi il corteo della Filarmonica “Verdi”). Gli ultimi appuntamenti di questo lungo cerimoniale avranno luogo: il 17 novembre, alle ore 10,30, in cui saranno coinvolte le scuole alla sala 2000, per ripercorrere la “vita del fante”: dalla chiamata alle armi, ai preparativi, fino al viaggio e alla vita al fronte; ed il 24 novembre, con l’inaugurazione alla canonica di Settpeolesini di un allestimento di arte, storia ed etnografia a cura di Associazione Bondeno Cultura. Un momento per non dimenticare «senza pacifismi di maniera e senza rifuggire la storia, ma per perseguire la pace con altri mezzi, di conoscenza». Del resto, anche Hemingway (partito come volontario) diede una vibrante testimonianza della sua esperienza bellica. Come anche Remarque, con il suo capolavoro: “Niente di nuovo sul fronte occidentale”.

PROGRAMMA 1

PROGRAMMA 2

HOBBISTICA

CORI DELLA GRANDE GUERRA

MOSTRA DIRIGIBILI

 

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