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Regolamento di Polizia urbana

170527 RIDpolizia municipale alto ferrarese

Il nuovo regolamento di “Polizia urbana” è stato approvato giovedì 31 gennaio 2019

dal Consiglio comunale. Si tratta di un regolamento che di fatto recepisce gli ultimi provvedimenti emanati dal Ministero degli Interni. Un regolamento che sancisce l’utilizzo del “daspo”, tanto per intendersi, come mezzo per allontanare persone “indesiderate” (con problemi di giustizia) da luoghi pubblici sensibili. «Con il nuovo regolamento – spiegano il sindaco Fabio Bergamini e l’assessore alla sicurezza urbana, Emanuele Cestari – sarà possibile impedire compiutamente alle persone che si sono macchiate di reati (pensiamo allo spaccio di stupefacenti) di avvicinarsi a parchi pubblici o in prossimità di luoghi sensibili, per esempio frequentati da minori». Lo strumento del “daspo” permette di allontanare le persone indesiderate per 48 ore, come prevede la legge. Il regolamento di polizia urbana riguarda una molteplicità di aspetti, anche per via delle svariate funzioni che oggi gli agenti si trovano a dover affrontare: «Il nuovo regolamento – aggiunge il comandante della Polizia municipale dell’Alto Ferrarese, Stefano Ansaloni – va a sostituire quello precedente, che non era più adeguato alle necessità della società di oggi. Quello nuovo va ad affrontare talune questioni, per perseguire gli obiettivi della prevenzione, del mantenimento del decoro, dell’ordine e della ricomposizione delle divergenze tra le persone, che possono causare seri problemi (rumori, comportamenti molesti e così via, in grado di minare la coesistenza sociale; ndr)». Ma non sono le uniche peculiarità del regolamento al vaglio del prossimo Consiglio comunale: «Per la prima volta – avverte il comando di Bondeno – gli agenti potranno entrare anche nelle scuole (in accordo con la dirigenza scolastica; ndr). Non solo per esercitare un’azione educativa nei confronti degli studenti, su di un tema preoccupante come il bullismo, ma anche raccogliendo testimonianze, per contrastare il fenomeno. Questo sarà possibile nel momento in cui verranno documentati casi di questo tipo». Quello delle forme di “prevaricazione” che si svolgono tra coetanei, anche per mezzo della rete (il cosiddetto cyberbullismo) molto spesso avvengono all’oscuro dei genitori. Si tratta di uno degli argomenti più delicati, ma che riguarda purtroppo moltissimi ragazzi. «I luoghi in cui sappiamo che si annidano forme di prevaricazione tra giovani – aggiunge Emanuele Cestari – possono essere i corridoi delle scuole, come il pulmino o altri luoghi “virtuali”. Occorre aggiornare gli strumenti di indagine in dotazione dei nostri agenti di polizia locale, per arginare tutte le forme di violenza, compresa quella psicologica».

 

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